Amazon Pharmacy: una buona ricetta?

Qualche giorno fa, Amazon ha annunciato il suo ingresso nel settore farmaceutico, attualmente per il mercato USA, tramite 2 novità: l’introduzione di Amazon Pharmacy, un nuovo store online di Amazon che permetterà ai clienti di acquistare farmaci con o senza ricetta (nel primo caso automaticamente inviata dal dottore ad Amazon) tramite il loro computer o smartphone e l’introduzione di forti sconti (fino all’80% sui farmaci generici e 40% su quelli di marca) per i clienti con abbonamento Amazon Prime sugli acquisti pagati senza l’utilizzo dell’assicurazione sanitaria.

Come sottolineato dalla banca di investimento Morgan Stanley, Amazon entra in un mercato da 300 miliardi di dollari, le cui caratteristiche principali, come la natura ricorrente degli acquisti e le dimensioni piccole delle confezioni, dovrebbero ben integrarsi nell’attuale logistica del colosso americano; inoltre, Amazon andrebbe a far leva sul suo principale punto di forza, la soddisfazione del cliente, che ad oggi risulta essere tra le minori all’interno del settore retail. Sicuramente l’ingresso di Bezos non è stato a impatto zero sui leader del settore, che hanno registrato nella data dell’annuncio un crollo nelle quotazioni dei titoli azionari, raggiungendo anche picchi del -17%.

Sebbene la notizia abbia scosso in parte Wall Street, è anche vero che questo nuovo passo in avanti di Amazon non sia una vera e propria sorpresa, ma la conclusione di un percorso ormai iniziato nel giugno 2018 con l’acquisizione di PillPack, farmacia online che si rivolge principalmente a pazienti cronici recapitando a domicilio i farmaci in dosaggi pre confezionati, per 753 milioni di dollari. Il passo successivo, a cavallo tra la fine del 2019 e 2020, fu la registrazione del marchio Amazon Pharmacy presso gli uffici competenti in USA, Canada, UK e Australia e secondo fonti della CNBC, anche in Brasile, Europa, China e Singapore.

Oltre alle contromosse dei competitor che arriveranno, gli analisti di Moody’s evidenziano come il complesso regime di regolamentazione sarà una barriera tutt’altro che semplice da superare, in particolare sugli standard di conservazione e spedizione dei farmaci; a conferma di ciò, Amazon Pharmacy non potrà né vendere né spedire i farmaci classificati come “Schedule 2”, categoria a cui afferiscono principalmente gli oppioidi. In un contesto occidentale dove sono in vigore varie forme di lockdown, la demonizzazione di Amazon come concorrente spietato dei piccoli commercianti si propaga e inizia a essere utilizzata da una certa classe politica per polarizzare l’opinione pubblica come un nuovo nemico; e se invece provassimo a dire che in realtà si potrebbe competere puntando su un servizio di assistenza alla clientela a 360° e una migliore gestione dei tempi di spedizione? La storia ci insegna che le più grandi innovazioni hanno una natura disruptive, che non può essere bloccata poiché si alimenta della domanda dei clienti, ma che può essere gestita per trarne al massimo i benefici.

Lorenzo Curcuruto

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