Fuga da Milano

Ogni tempesta incarna tragedia e rinascita; e così è stato per il Covid, che in un solo anno ha cambiato le carte in tavola, svelando quelle insidie che da tempo si celano nelle pieghe della città più europea d’Italia qual è Milano. Ciò che avviene nella metropoli meneghina può avvenire solo qui e questo è stato uno dei mantra cittadini più in voga nell’era pre-pandemia, che però, si è oggi parzialmente sgretolato sotto i passi di chi da Milano fuggiva per tornare a casa. Quella notte, infatti, insieme ai trolley e ai passi veloci, si andava dissipando anche quel velo d’entusiasmo che da anni aveva ammaliato tutti gli italiani, persino gli osservatori più attenti.

E fu sempre durante quella notte che Fabio Massa, giornalista per Affaritaliani e collaboratore del Il Foglio, ha deciso di cestinare un inedito sulla Milano divenuta Atlantide, per scriverne un libro su ciò che la caduta del gigante del Nord stava svelando. In “Fuga dalla Città”, Massa pone così al centro del discorso tutte quelle idiosincrasie e quelle incoerenze che contraddistinguono una metropoli unica, per valore e innovazione, ma che ha in pancia disuguaglianze taglienti e che investono, in primis, chi su Milano si gioca tutto, facendo armi e bagagli ed emigrando altrove.

E chi compie questo pellegrinaggio trova una città costosa, in cui è difficile vivere e che mai come oggi dev’essere ripensata. E su questo Massa è molto chiaro: “occorre cambiare partendo dalle idee, le quali devono guardare ai prossimi 15 anni”, non è più sufficiente pensare al qui e ora. Ma non basta modificare l’orizzonte temporale affinché la polvere sotto il tappeto della città sparisca per magia. Ad esempio, Milano – domanda Andrea Bonetti – è ancora la città dei diritti? E Massa controbatte: “Ma lo è mai stata?”. D’altronde, “il caso dei Raider, trattati alla stregua di schiavi, con contratti firmati su pezzi di carta su cui apporre una firma e compensi ridicoli” non mostra forse il contrario? Ed ancora, “e il caso Strawberry o le cassette al mercato del pesce? “È questa la Milano dei diritti?”. Interrogativi che minano i pilastri di un’idea di città su cui Massa, per primo, pone dubbi e soluzioni.

L’autore, infatti, racconta come ci sia molto da salvare e la speranza che Milano possa cogliere, proprio in seguito a questa crisi, le proprie fragilità come motore del cambiamento, perché i presupposti per migliorarsi ci sono tutti. A Milano, infatti, “ci sono studenti, ricchezza e l’humus per far da guida al Paese, ma occorre impegno e non rassegnarsi”. Tutti elementi che fanno ben sperare per il futuro e che trascinano poi il dibattito con Massa su temi atavici, dall’amministrazione regionale, alle lotte con le corporazioni, per poi affrontare il tema della costruzione dello stadio, delle piste ciclabili ed anche del posizionamento politico dell’attuale sindaco della città.

Per scoprire tutto questo dovrete seguire il link:  https://www.facebook.com/spaziomilano.libdem/videos/262163398918376

Claudio Dolci

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